Regia: Silvia Bellotti

Italia, 2017, 60’

Genere: documentario

Produzione: Arci Movie, parallelo 41 produzioni e Rai Cinema

Festival: 58^ festival dei popoli – Premio del pubblico MyMovies

Sinossi 

All’Istituto autonomo per le case Popolari di Napoli e Provincia lavorano circa cento persone. Ogni martedì e venerdì, quando gli uffici sono aperti al pubblico, gli impiegati ricevono gli utenti che abitano nei 40.000 alloggi che l’Istituto gestisce. Il loro compito primario è quello di ricercare soluzioni pratiche per i problemi dei cittadini e di avviare l’iter burocratico per perseguirle. A volte non è facile trovare procedure adeguate per far fronte alle richieste e nell’ufficio si accendono animate discussioni. Altre volte, invece, i racconti personali e la passione con cui gli utenti perorano la propria causa sono in grado di emozionare anche il più freddo dei funzionari tanto da spingerlo a fare ricorso a una singolare “burocrazia del compromesso”.

Note dell’autore

«Il termine ‘burocrazia’ (dal francese ‘bureau’, uf cio e dal greco ‘kratos’, potere) indica un’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità, imparzialità e impersonalità. Nella mia esperienza la burocrazia non mi è sembrata corrispondere del tutto a questa definizione.

Ho notato piuttosto una dimensione informale e a tratti teatrale degli uffici pubblici dove a volte l’iter burocratico passa in secondo piano e le persone agiscono fuori dagli schemi e dai protocolli. La capacità di far fronte all’imprevisto o alle inefficienze del sistema con soluzioni creative mi ha appassionato prima come spettatrice e poi come regista. Gli abitanti degli alloggi che l’IACP gestisce, infatti, nella maggior parte dei casi provengono dagli strati più poveri della popolazione e da territori in cui la criminalità organizzata sembra sostituirsi allo Stato. Il ruolo dei burocrati è dunque quello di fare da ponte tra due mondi che non riescono a comunicare tra loro e richiede agli impiegati di attingere continuamente alla propria esperienza e sensibilità personale. Nel film ho cercato di rendere questo sforzo, di trasporre l’ironia dei protagonisti davanti all’inefficienza delle istituzioni e la caparbietà con cui, nonostante tutto, decidono di af darsi un po’ al pragmatismo e un po’ alla sorte.»