Regia: Alessandro G.A. D’Alessandro Italia, 2017, 62’

Genere: documentario

Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Festival: 74^ Mostra del cinema di Venezia – Proiezioni speciali

Sinossi

Barbiana, dicembre 1965. Il regista Angelo D’Alessandro sale nel Mugello, in Toscana, per un’inchiesta sull’obiezione di coscienza. L’incontro con Don Lorenzo e i ragazzi della Scuola di Barbiana cambieranno i suoi obiettivi. D’alessandro “raccoglie una testimonianza” unica, condivisa dallo stesso Don Lorenzo che narra, che parla, che spiega. Il film nasce dal recupero del materiale ripreso dall’unico cineasta cui sia stato concesso di effettuare delle riprese della vita quotidiana della scuola. Le immagini del 1965 ci mostrano chi fossero i primi allievi di Don Milani. La sua scuola si rivolge soprattutto agli ultimi, ai figli degli operai e dei diseredati. Lo scopo del sacerdote è chiaro, far diventare i suoi allievi dei cittadini veri, uomini capaci di andare in fondo alle cose, a ragionare con la propria testa, con la scrittura collettiva, la lettura dei giornali, i ragazzi più grandi che insegnano a quelli più piccoli. Intorno a queste immagini si sviluppa il racconto con le testimonianze di Adele Corradi, l’insegnante che ha vissuto l’esperienza di Barbiana, di Beniamino Deidda, ex Procuratore Generale di Firenze che dopo la morte di Don Lorenzo ha continuato a insegnare ai ragazzi della scuola di Barbiana, e Don Luigi Ciotti.

Note dell’autore

«I temi della fede, dei diritti umani, della guerra e della pace, sono stati spesso argomento di riflessione nella mia famiglia, in quanto direttamente collegati all’attività di mio padre Angelo D’Alessandro, come regista e autore televisivo, ma anche docente di regia cinematografica al Centro Sperimentale, documentarista cresciuto nel solco del Cinéma Vérité e del Neorealismo. Dell’incontro con Don Lorenzo Milani e i suoi ragazzi, dei viaggi a Barbiana del 1965, mi ha raccontato in diverse occasioni. E se accadeva era per trarne un esempio rispetto all’argomento trattato. Anche mio padre è stato inevitabilmente segnato dall’incontro con Don Milani e i suoi ragazzi, come è accaduto alla maggior parte delle persone che per un motivo o un altro hanno avuto la possibilità di entrare in contatto diretto con lui. Solo dopo la scomparsa di mio padre ho cominciato a mettere ordine nel suo archivio e ho ritrovato il materiale in pellicola originale in 16 mm e il materiale ha evocato quella forza, coerenza, quel calore umano, un misto di dolcezza e determinazione spietata, che tante volte sono state raccontate e testimoniate da chi ha conosciuto Don Milani».