CARBONIA FILM FESTIVAL: L’IMPEGNODI UN TERRITORIO PER FARE LA DIFFERENZA

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CREDITS:  Lorena Canottiere, sulla base degli still-frame in Super 8 provenienti dall’archivio di Cinema di Famiglia della Cineteca Sarda 

Le gambe tremano, le mani sudano e la schiena è percorsa da quegli inesorabili brividi che rendono impacciata ogni reazione: questo è quello che succede alla maggior parte delle persone quando si trova di fronte a un cambiamento, sia esso portatore di felicità eclatanti, come la nascita di un figlio, sia esso un passaggio cruciale dell’esistenza pieno di incognite, ma carico di nuove possibilità. Perché, spesso, cambiare spaventa ma allo stesso tempo è la misura del nostro passaggio in questa vita.”

Questo estratto apre una dichiarazione, molto più ampia e contenuta nel catalogo che presenta la manifestazione, a cura di Paolo Serra, Direttore del Centro Servizi Culturali di Carbonia, ente che promuove e organizza, insieme ad altri soggetti, il Carbonia Film Festival. Dal 12 al 16 ottobre 2016 con anteprima l’8, la città di Carbonia, nel Sulcis-Iglesiente, si troverà così a vivere l’ottava edizione di un festival che ha cambiato nome, si chiamava Mediterraneo Film Festival, e pelle.

Parlerà tante lingue il Festival, quest’anno diretto da Francesco Giai Via: dall’inglese, al francese, al polacco, al wolof, dall’arabo allo spagnolo, al cinese e al giapponese e a tanti altri idiomi che compongono la splendida diversità e ricchezza del mondo, per andare, così come recita il claim che la kermesse ha scelto, ripreso anche dal manifesto ufficiale del Festival, realizzato dall’illustratrice Lorena Canottiere, “Al Centro del Mondo”.

Per provare a riflettere insieme su una realtà sempre più complessa, globale, difficile da decifrare, ma così straordinaria e variegata.

Questa ricchezza è frutto della difficile selezione che, a fronte di oltre 500 opere iscritte al concorso, ha costruito due concorsi internazionali, uno dedicato ai lungometraggi e l’altro ai corti, per un totale di 16 film in concorso, di cui 13 anteprime nazionali e 3 regionali, provenienti direttamente da alcuni tra i più importanti Festival di Cinema europei e mondiali (Locarno, Berlino, Visions du Reel, San Sebastian, per quanto riguarda l’europa, Sundance e Tribeca per l’area statunitense).

Tutti i film del concorso saranno proiettati in lingua originale con sottotitolazione in italiano. Una sfida ambiziosa per un festival che intende porre il territorio a confronto con la propria contemporaneità. I temi su cui è incentrato il Festival saranno ancora una volta Lavoro e Migrazione. Lavoro perché lo storico disagio economico e sociale legato alla crisi occupazionale è una condizione che, fatti salvi alcuni risultati positivi, continua a caratterizzare la vita quotidiana del territorio del Sulcis e del mondo contemporaneo. Migrazioni che vedono il territorio del Sulcis-Iglesiente confrontarsi con una nuova forma di convivenza con altre genti, diverse, venute dal sud, parafrasando De Andrè, che ormai, in conseguenza delle nuove migrazioni massive dal nord-africa, abitano la comunità in maniera stabile da oltre un anno, in un rapporto complesso e partecipato che, da emozionale, sembra essere parzialmente involuto verso altre forme di distacco o, spesso, (mal) tolleranza.

In mezzo a tutto questo tanti eventi speciali, con le proiezioni dei film di Irene Dionisio “Le Ultime Cose” e “Il più Grande Sogno” di Michele Vannucci , direttamente da Venezia, e poi i reading, con la lettura di alcuni brani tratti da “A Calais” di Emmanuel Carrere, a cura degli attori Vinicio Marchioni e Milena Mancini, e il concerto con la presentazione in anteprima a Carbonia dell’album di di Baba Sissoko e Nicodemo feat. Lilies On Mars “Djelibit”.

Sabato 8 ottobre nell’anteprima serata dedicata alla musica rap con la proiezione del film “Numero Zero – Alle origini del rap italiano” di Enrico Bisi e il dj set a cura di Danno (Colle der Fomento) In seconda serata, presso la neo-nata Fabbrica del Cinema nella Grande Miniera di Serbariu,  reading concerto di Massimo Zamboni (ex CSI-CCCP) dal titolo “Il Rosso e il Nero”.

L’ARCI e l’UCCA ci saranno attraverso il supporto logistico alla manifestazione, e la promozione degli eventi, e soprattutto attraverso la “Giuria Circoli del Cinema”, composta da alcuni iscritti al Circolo ARCI-UCCA “La Gabbianella Fortunata” di Carbonia, che assegnerà il premio al miglior lungometraggio documentario in concorso.

Un Festival ambizioso, dunque, che punta a promuovere la cultura come uno dei perni su cui potrà reggere anche il futuro sviluppo di un territorio, martoriato dalla crisi, ma ancora vivo, e ricco di competenze capaci di immaginare il futuro.

Per maggiori informazioni e per il programma completo sarà possibile visitare il sito del festival all’indirizzo:

www.carboniafilmfest.org

Andrea Contu- Presidenza Nazionale UCCA