Regia: Andrea Segre

Italia, 2017, 64’

Genere: documentario

Distribuzione: Zalab

Festival: Locarno (selezione ufficiale)

Sinossi

Ibi è nata in Benin nel 1960, ha avuto tre figli e nel 2000, in seguito a seri problemi economici, ha scelto di affrontare un grande rischio per cercare di dare loro un futuro migliore. Li ha lasciati con sua madre e ha accettato di trasportare della droga dalla Nigeria all’Italia. Ma non ce l’ha fatta. 3 anni di carcere, a Napoli.

Una volta uscita, Ibi rimane in Italia senza poter vedere i figli e la madre per oltre 15 anni. Così per far capire loro la sua nuova vita decide di iniziare a filmarsi. Racconta se stessa, la sua casa a Castel Volturno dove vive con un nuovo compagno, Salami, e l’Italia dove cerca di riavere dignità e speranza.

Note dell’autore

«Nel film sono presenti molte immagini realizzate da Ibi che abbiamo montato in una direzione guidata non solo dalla comprensione di ciò che a Ibi è successo, ma anche dal fascino che la posizione etica ed estetica di Ibi raccontano. Ibi ha sofferto, ma ha soprattutto raccontato, lottato e sorriso. È con lei che lo spettatore potrà stare, senza guardarla da fuori. Anche se lei non c’è più. Ibi non c’è più, non ce l’ha fatta a vedere esaudite le sue preghiere, a rivedere i suoi gli e sua madre, ad avere riconosciuto il suo diritto alla redenzione e al poter viaggiare. Ibi non c’è più, ma il mondo con cui ha dovuto lottare e voluto vivere, con cui ha dovuto scontrarsi e voluto incontrarsi, quel mondo c’è ancora e deve avere il coraggio di fermarsi a capire ciò che Ibi ha saputo insegnare.»