Un’anarchica vena di follia. Lorenzo Lodovichi è il vincitore del #PitchintheDay2016

Cala il sipario sulla sesta edizione del Roma Creative Contest, che anche quest’anno ci ha regalato, come di consueto, una vasta gamma di sorprese ed emozioni. Molti i cortometraggi, italiani e internazionali, che hanno avuto sullo schermo del Teatro Vittoria il loro piccolo immenso momento di gloria. Tra questi, ci teniamo a menzionare i tre fuori concorso: Ratzinger vuole tornare di Valerio Vestoso, How to save your darling dfoodforthoughti Leopoldo Caggiano e Manhunt di Brando Bartoleschi, vincitore, quest’ultimo, dello Screenplay Contest 2015 e prodotto da Image Hunters, anche quest’anno promotore ufficiale dell’iniziativa. Protagonisti della serata conclusiva sono stati i vincitori degli originali Stanley per le diverse categorie in concorso: ad aggiudicarsi il premio come miglior cortometraggio di finzione italiano è stato Food for thought di Davide Gentile, mentre ad Aldo Iuliano, regista di Penalty, “colpo di fulmine” di questa edizione, è spettata la menzione speciale del pubblico. Vincono anche Life’s a bitch del francese François Jaros (miglior corto internazionale), The sad monk di Diana Frankovic (miglior documentario) e Accidents, blunders and calamities di James Cunningham (miglior corto d’animazione). Dopo essersi rivelato una delle sorprese più innovative e promettenti, non soltanto della manifestazione, ma dell’intero panorama cinematografico italiano, il nostro Pitch in the Day è giunto anche lui al capitolo conclusivo, con la consegna del premio al Miglior Soggetto Finalista della prima edizione. La giuria di Opere Prime ha assegnato il premio a Lorenzo Lodovichi, autore deI ragazzi selvaggi, con le seguenti motivazioni: «Per il coraggio di aver raccontato una storia diversa, non convenzionale. Per aver esaltato quell’anarchica vena di follia che spinge i giovani a inseguire le proprie a20160925_223206spirazioni. E per aver dimostrato quanto la selvaggia irruzione del nuovo sulla scena sia slancio vitale e necessario». Grande la soddisfazione per il giovane illustratore e filmmaker toscano, il quale ha così commentato l’esito del concorso:«È stato davvero eccitante avere davanti dei produttori a cui proporre il mio soggetto. Ci tengo a ringraziare tutti i ragazzi di Opere Prime, hanno avuto un’idea bellissima e innovativa. Meriterebbero un premio anche loro». Protagonista della sua storia è un uomo giunto alla veneranda età di 147 anni, nonostante ne dimostri appena una quarantina. Nel futuro descritto da Lodovichi, infatti, è stato inventato un potente siero che garantisce a chi lo assume la vita eterna. Gli “immortali” vivono isolati dal resto del mondo, popolato invece dai famosi “ragazzi selvaggi” del titolo. Vince, quindi, una storia inedita, fuori dagli schemi. Un dramma surreale e grottesco che lancia una sfida al nostro cinema e, soprattutto, ai nostri tradizionali parametri di fruizione. Una sfida che chiama personalmente in causa noi di Opere Prime. Con una scelta coraggiosa tanto quanto l’idea premiata, la nostra redazione auspica che le nuove generazioni di autori possano un domani dar voce ad altrettante nuove tipologie di racconto e linguaggio, rendendosi così protagonisti di una stagione di cinema ricca, stimolante e poliedrica. Il tutto nella speranza che tale disegno, nella sua orgogliosa ambizione, possa coinvolgere attivamente tutti gli artefici del processo creativo, partendo dalla fase della scrittura fino ad arrivare a quella produttiva. D’altra parte, come scriveva André Gide: «Non si possono scoprire nuovi oceani, se prima non si ha il coraggio di allontanarsi dalla riva».

di Francesco Milo Cordeschi